Somministrazione terapia: vietata agli OSS. Pene anche per gli infermieri

Cosa succede all’Operatore Socio Sanitario (OSS) se prepara e somministra la terapia farmacologica ai pazienti di una qualsivoglia struttura di cura? Fa abuso della Professione Infermieristica e Medica in base all’art. 348 del Codice Penale, rischiando da 1 a 5 anni di reclusione e una ammenda fino a 75.000 euro.

Nessuna assicurazione copre l’abuso di professione e gli OSS che preparano e somministrato terapia non si possono giustificare asserendo che è stato l’Infermiere o il Coordinatore Infermieristico ad ordinare loro una prestazione assistenziale non sancita del Profilo Professionale dell’Operatore Socio Sanitario, ovvero l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Nelle case di riposo è un tripudio di proteste e gli OSS stanno chiedendo a più riprese di essere tutelati.

Dal Profilo Professionale dell’OSS, più precisamente nell’Allegato B – Competenze dell’OSS, si evince che “in sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del personale preposto è in grado di: aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso”. Il termine aiutare non significa preparare e somministrare la terapia farmacologica, bensì mettere il paziente nelle condizioni di assumere autonomamente i medicinali. Nel caso in cui l’ospite non fosse autonomo è compito esclusivo di infermieri e medici somministrare il farmaco.

Per quanto riguarda il rapporto infermiere-OSS, il primo può attribuire alcuni incarichi ma non delegarli:

  • Attribuzione: l’infermiere chiede all’OSS di eseguire interventi assistenziali confacenti al Profilo Professionale dell’Operatore Socio Sanitario (attività domestico-alberghiere) o dell’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare (attività domestico-alberghiere o somministrazione alcune terapie o presidi medicali sotto stretta supervisione);
  • Delega: l’infermiere non può delegare all’OSS nulla poiché la delega avviene solo tra pari grado (quindi non può chiedere di somministrare la terapia farmacologica sotto qualsiasi forma, di eseguire medicazioni avanzate e di utilizzare presidi medicali e diagnostici).
Articolo tratto da AssoCareNews.it: clicca qui per leggerlo integralmente

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