13 Aprile: Approvato il Nuovo Codice Deontologico degli Infermieri 2019

Dopo dieci anni gli infermieri hanno un nuovo Codice Deontologico integrato con leggi, regolamenti e rinnovate responsabilità dovute al passaggio da Collegi a Ordini, ora enti sussidiari dello Stato, trasformazione che ha comportato la modifica di ruoli e capacità di intervento.

Questa nuova versione del 2019 è stata approvata del Consiglio Nazionale FNOPI durante l’assemblea straordinaria convocata a partire dal pomeriggio di venerdì 12 Aprile e terminata il 13 Aprile, una data ormai diventata storica per gli infermieri. Il Codice Deontologico, infatti, non è una semplice enunciazione di regole, ma un vero e proprio vademecum della professione, un insieme di principi che autoregolano il suo svolgimento orientando il comportamento che gli infermieri devono mantenere nell’affrontare e risolvere i problemi e soprattutto nel relazionarsi con pazienti, colleghi, istituzioni e altre professioni.

Il nuovo Codice – ha detto Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) – approvato dai 102 presidenti nel Consiglio nazionale, rappresenta per l’infermiere uno strumento per esprimere la propria competenza e la propria umanità, il saper curare e il saper prendersi cura. L’infermiere deve dimostrare di saper utilizzare strumenti innovativi per una gestione efficace dei percorsi assistenziali e l’applicazione dei principi deontologici completano le competenze e permettono all’infermiere di soddisfare non solo il bisogno di ogni singolo paziente, ma anche quello del professionista di trovare senso e soddisfazione nella propria attività. È una guida e una regola per garantire la dignità della professione e per questo va rispettato e seguito da tutti. Il Codice è per gli infermieri e degli infermieri. Li rappresenta e li tutela e mette nero su bianco la loro promessa di prendersi cura fatta da sempre ai cittadini”.

Tra le maggiori novità dei 53 articoli (prima 51) che compongono il nuovo Codice ci sono quelle che rispecchiano il nuovo ruolo dei professionisti sia a livello di management sia clinico, all’interno delle strutture sanitarie, sul territorio e anche nella libera professione. Si legge ad esempio che l’infermiere “partecipa al governo clinico, promuove le migliori condizioni di sicurezza della persona assistita, fa propri i percorsi di prevenzione e gestione del rischio e aderisce alle procedure operative, alle metodologie di analisi degli eventi accaduti e alle modalità di informazione alle persone coinvolte”. Inoltre, se l’organizzazione chiedesse o pianificasse attività assistenziali, gestionali o formative in contrasto con i propri principi e valori e/o con le norme della professione, l’infermiere proporrà soluzioni alternative e se necessario si avvarrà della clausola di coscienza.

Il nuovo Codice Deontologico inquadra la crescita professionale e prevede che l’infermiere agisca sulla base del proprio livello di competenza e ricorra, se necessario, all’intervento e/o alla consulenza di infermieri esperti o specialisti, presti consulenza ponendo le sue conoscenze e abilità a disposizione della propria comunità professionale, ma anche delle altre e delle istituzioni. Riconosce inoltre che l’interazione e l’integrazione intra e interprofessionale sono fondamentali per rispondere alle richieste della persona e che l’infermiere ha anche l’obbligo di concorrere alla valutazione del contesto organizzativo, gestionale e logistico in cui si trova la persona assistita, formalizzando e comunicando il risultato delle sue valutazioni.

Novità rispetto a tutti i codici deontologici precedenti, anche a quelli di molte altre professioni, è che FNOPI, in oltre un anno di consultazioni, ha voluto seguire un iter complesso e trasparente: una commissione ha messo a punto un testo che poi è andato alla consultazione pubblica on line degli infermieri e di tutte le associazioni e società infermieristiche per tornare poi nuovamente alla Commissione e agli Ordini che l’hanno riassemblato. Successivamente sono cominciate le consultazioni con giuristi, eticisti, bioeticisti, associazioni di pazienti e cittadini e rappresentanti ufficiali delle religioni. Infine, un altro passaggio di messa a punto con la Commissione incaricata della stesura del Codice e la presentazione al Ministro della Salute, in quanto vigilante e organo di tutela della professione e dei pazienti. Ha chiuso il ciclo l’analisi e il voto finale dei presidenti dei 102 Ordini provinciali.

Diviso in otto Capi, ognuno su un argomento che riguarda professione e/o assistenza, il nuovo Codice chiarisce il dovere dell’infermiere di curare e prendersi cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento di sessualità, etnica, religiosa e culturale, astenendosi da ogni discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di chi incontra nel suo operare. Il Codice mette in chiaro anche che l’infermiere partecipa al percorso di cura e si adopera perché la persona assistita disponga delle informazioni condivise con l’equipe, necessarie ai suoi bisogni di vita e alla scelta consapevole dei percorsi di cura proposti e si impegna a sostenere la cooperazione con i professionisti coinvolti nel percorso di cura, adottando comportamenti leali e collaborativi con i colleghi e gli altri operatori. Riconosce e valorizza il loro specifico apporto nel processo assistenziale.

Ben 11 articoli su 53 riguardano il rapporto diretto con gli assistiti, dal dolore alla privacy, dall’assistenza ai minori alle cure nel fine vita, fino al segreto professionale. Tra i compiti, il Codice prevede l’educazione sanitaria per i cittadini e la promozione per loro di stili di vita sani, la ricerca e la sperimentazione, ma anche, per gli infermieri, gli obblighi di formazione e di educazione continua, argomento questo che per la prima volta entra a pieno titolo in un Codice Deontologico. L’infermiere è garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono, se rileva privazioni o maltrattamenti li segnala all’autorità competente e si attiva perché ci sia un rapido intervento. E dal punto di vista professionale denuncia e segnala assieme all’Ordine, l’abusivismo e le attività di cura e assistenza prive di basi e riscontri scientifici e/o di risultati validati.

Non manca ovviamente il riferimento a un tema spinoso come la comunicazione: l’infermiere, anche attraverso mezzi informatici e social media, si comporta con decoro, correttezza, rispetto, trasparenza e veridicità; tutela la riservatezza delle persone e degli assistiti ponendo particolare attenzione nel pubblicare dati e immagini che possano ledere i singoli, le istituzioni, il decoro e l’immagine della professione.

Stabilite poi anche le regole deontologiche della libera professione. Ad esempio, il “contratto di cura” in cui si prevede che l’infermiere, con trasparenza, correttezza e nel rispetto delle norme vigenti, stipula con la persona assistita apposito contratto di cura che evidenzi l’adeguata e appropriata presa in carico dei bisogni assistenziali, quanto espresso dalla persona in termini di assenso/dissenso informato rispetto a quanto proposto, gli elementi espliciti di tutela dei dati personali e gli elementi economici.

Nelle disposizioni finali, poi, il nuovo Codice raggruppa una serie di regole per il decoro della professione e il rispetto delle norme fino a chiarire nero su bianco che le norme deontologiche contenute nel Codice sono vincolanti per tutti gli iscritti agli Ordini e la loro inosservanza è sanzionata dall’Ordine professionale tenendo conto della volontarietà della condotta, della gravità e della eventuale reiterazione della stessa, in contrasto con il decoro e la dignità professionale.

SCARICA IL CODICE DEONTOLOGICO DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE 2019

Articolo tratto dal sito ufficiale di FNOPI

Potrebbe interessarti...