Per gli infermieri un contratto autonomo, come per i medici

Pubblichiamo di seguito parte della lettera che il Dott. Mauro Carboni, laureato in scienze infermieristiche e ostetriche ed esperto in diritto sindacale, del lavoro e contrattuale, ha inviato al Direttore di QuotidianoSanità.it.

Gentile Direttore,
nel comparto sanità abbiamo chiuso da poco, dopo un’attesa di quasi dieci anni, una penosa tornata contrattuale. Oggi (21 dicembre), dopo la mazzata del Governo Gentiloni, il nuovo Governo, ha gettato le basi per un contratto addirittura peggiore. La Lorenzin, ancora in veste di Ministro del precedente Governo, suggerì di avviare una riflessione più ampia sul tema della creazione di un’area autonoma di contrattazione per la professione infermieristica.

La Grillo, alla guida dell’attuale Ministero della Salute, prosegue dichiarando l’obiettivo di parificare gli stipendi di Infermieri e medici ai livelli dei colleghi europei. I due vice Presidenti del Consiglio dei Ministri (Di Maio e Salvini), in campagna elettore, hanno fatto a turno nel citare gli infermieri quali professionisti sottopagati che svolgono un lavoro importante ed usurante.

Appare chiaro, nel merito della riforma delle pensioni, che nessuno ha realmente indagato su quali siano le condizioni psicofisiche degli infermieri a 62 anni e come queste possano incidere sulla loro vita e su quella delle persone che assistono! Soprattutto, nel progettare la legge di bilancio, nessuno si è chiesto quali siano le reali condizioni di lavoro e stipendiali degli infermieri! Rispetto a quest’ultimo punto, da quanto emerge circa i fondi da dedicare alla prossima partita contrattuale, la nuova legge di bilancio sembra orientata ad un vero e proprio attacco ai dipendenti del comparto sanitario pubblico e, in particolare, vanifica ogni speranza di giustizia sociale, economica e lavorativa degli appartenenti alla professione infermieristica. Ritengo paradossale l’atteggiamento di questo nuovo Governo! Si preoccupa di garantire una reddito di cittadinanza di 780 euro a chi non lavora e ignora che un infermiere ne guadagna 1.300 lavorando come uno schiavo ed a scapito della propria salute psico-fisica! Offrire un aumento contrattuale di 20 euro mensili ad un professionista sanitario, qual è l’infermiere, é un atto su cui il Governo dovrebbe seriamente riflettere!

Mi preme mettere in risalto che oggi l’unico intervento possibile per restituire dignità al ruolo degli infermieri ed al lavoro infermieristico, sempre che si voglia andare oltre la captatio benevolentiae, sia la realizzazione di una legge che modifichi quella esistente sulla contrattazione e che collochi gli infermieri in una sezione contrattuale autonoma, al pari di quanto avvenuto con la professione medica. Solo all’interno di un contratto separato sarà possibile riconoscere le specificità professionali degli infermieri e concretizzare un reale e dignitoso percorso di carriera.

Questo è quello che i 270.000 infermieri della sanità pubblica si aspettano dalla politica in generale e dal Governo in particolare! Intervengano i Ministri del Lavoro, della Funzione Pubblica e della Salute!

Mauro Carboni
Dott. Magistrale in scienze infermieristiche e ostetriche esperto in diritto sindacale, del lavoro e contrattuale

 

Tratto da QuotidianoSanità.it: clicca qui per leggere l’articolo originale

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