ECM: l’autoformazione passa dal 10 al 20 % per un totale di 30 crediti

L’autoformazione passerà dal 10% al 20% dell’obbligo triennale formativo, permettendo quindi di destinarvi almeno 30 crediti su 150 previsti. È questa la più rilevante novità del Manuale sulla Formazione continua del Professionista Sanitario in vigore dal 1° gennaio 2019.  L’OPI AL  sta già lavorando attivamente per approfondire l’argomento e offrire supporto a chi fruirà di tale modalità formativa. Per ora comincia a darvi alcune indicazioni a riguardo.

Il professionista sanitario ha l’obbligo di curare la propria formazione e competenza professionale nell’interesse della salute individuale e collettiva. La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce infatti, ai sensi dell’art. 16-quater del D. Lgs. n. 502 del 1992, requisito indispensabile per svolgere attività professionale in qualità di dipendente o libero professionista. Tale obbligo formativo, come stabilito dalla deliberazione della CNFC, è triennale e corrisponde a 150 crediti formativi.

Nel Manuale si legge che per il triennio 2017-2019, il professionista sanitario deve assolvere, in qualità di discente di eventi erogati da provider, almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo triennale, eventualmente ridotto sulla base di esoneri, esenzioni ed altre riduzioni”. Tuttavia è possibile maturare il restante 60% dei crediti attraverso le attività di ” formazione individuale”, ovvero tutte quelle non erogate dal provider che possono consistere in:

  • attività di ricerca scientifica: pubblicazioni scientifiche e sperimentazioni cliniche
  • tutoraggio individuale
  • attività di formazione individuale all’estero
  • attività di autoformazione: lettura di riviste scientifiche, capitoli di libri e monografie non accreditati come eventi formativi ECM.

Occorre però ricordare che, all’interno di questo 60%, il limite fissato per l’autoformazione é del 20%, a cui si aggiungono gli eventuali crediti acquisibili con le docenze in eventi ECM. Il numero dei crediti da attribuire al professionista con l’autoformazione sarà valutato in base all’impegno orario autocertificato.

Come ottenere il riconoscimento dell’autoformazione?

Per ottenere il riconoscimento della formazione svolta attraverso questa modalità di autoformazione, l’infermiere può attivare la richiesta all’OPI AL oppure collegandosi al sito CoGeAPS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie), previa presentazione di un’autocertificazione firmata in cui si indica la descrizione del materiale utilizzato per l’autoformazione (titolo dell’articolo o del libro, editore, anno di pubblicazione, autore), il periodo in cui si è svolto lo studio e i crediti che il singolo strumento può valere. La decisione finale spetterà però all’OPI AL, poiché la Commissione ha decretato che sarà ciascun Ordine a stabilire le attività considerate valide come autoformazione. Il professionista dovrà poi accedere all’Anagrafe Crediti ECM personale e, nell’ambito delle “Partecipazioni ECM”, richiedere il riconoscimento dell’autoformazione all’interno dei propri “Crediti individuali”.

 

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